Il prefetto Librizzi ed il questore Gammino auditi in Commissione Cara e Cie

Migranti

Nella giornata di oggi, in Commissione Cara e Cie, abbiamo audito il nuovo prefetto di Ragusa, Maria Carmela Librizzi ed il Questore Giuseppe Gammino. Un incontro proficuo dal quale abbiamo avuto molte delle risposte che attendevamo e grazie al quale sono stati chiariti alcuni punti di rilevante importanza, relativi alla condizione dei migranti nel ragusano. Già dal 19 gennaio quello di Pozzallo è divenuto un centro hotspot. La struttura è stata ritinteggiata, sono stati ripristinati i servizi igienici ed è stata fatta la disinfestazione. Il dialogo con i soggetti che proseguiranno l’attività di supporto medico-psicologico, e che lavoreranno al fianco delle organizzazioni già presenti all’interno del centro, è ancora aperto. Al fine di rendere più dignitose le condizioni di permanenza dei migranti il centro potrebbe essere ampliato, il che servirebbe anche a snellire le procedure di identificazione. C’è ancora tanto da fare. Se questo è un momento di relativa calma, per i numeri di presenze al centro, lo specchio sono i dati che hanno spinto Medici Senza Frontiere ad andare via, relativi a particolari momenti di criticità che si può ipotizzare si ripeteranno. Nel mio intervento ho posto le problematiche evidenziatemi da MSF, durante i contatti avuti con una delle responsabili, ed ho chiesto se Emergency, che potrebbe sostituire MSF presso l’hotspot, sarebbe disposta a restare nonostante le ragioni per le quali MSF ha scelto di andare via. L’auspicio è che proprio quelle problematiche non abbiano a ripetersi in situazioni critiche, che il dialogo resti aperto anche con MSF al fine di poter valutare al meglio tutte le opzioni possibili. Ho chiesto informazioni sul respingimento dello scorso ottobre dei 14 migranti, evidenziando che forse in quel caso qualcosa nella procedura non avesse funzionato. Pare abbiano essi stessi prima rifiutato le procedure per la richiesta dello status e, successivamente, ritrattato. Ne è emerso l’impegno lodevole delle istituzioni per dirimere questioni particolarmente delicate. Quella dell’hotspot di Pozzallo resta, tuttavia, una situazione da monitorare e sulla quale manterremo accesi i riflettori.

 

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