DOPO DI NOI, M5S: WELFARE ALLA DERIVA, PRIVATO DEVE INTEGRARE NON SOSTITUIRE

COMUNICATO STAMPA

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ROMA, 4 febbraio 2016 – “Un’occasione mancata quando la soluzione, se solo la maggioranza e il Governo avessero voluto, era a portata di mano. Invece, hanno scelto di affidare all’iniziativa privata un tema delicato come quello del ‘dopo di noi’: per l’ennesima volta lo Stato arretra e viene messo da parte rispetto alla tutela della salute dei suoi cittadini. Lo chiariamo fin da subito: il problema non sono i privati, che hanno il diritto di svolgere le loro attività, ma questi devo integrare l’offerta pubblica, non sostituirla. Se, come affermato dalla deputata del Pd Argentin, ‘il pubblico non è in grado’ e per questo bisogna fare ricorso al privato, si sta dichiarando che il governo non è in grado, o non vuole, garantire il welfare”.

Lo affermano i deputati del MoVimento 5 Stelle, che in Aula hanno espresso voto contrario rispetto alla pdl sul ‘Dopo di noi’.

“Quando affermiamo che esisteva una soluzione diversa rispetto a quella adottata, che avrebbe contemplato l’impegno in prima linea del pubblico, stiamo parlando del Piano biennale per le persone con disabilità, adottato dal governo stesso nel 2013. La linea 3 del Piano infatti riguarda le misure per la vita indipendente e al suo interno viene affrontato alla radice non soltanto il tema del ‘dopo di noi’, ma anche quello del ‘durante noi’. Ora, questo Piano, che noi sosteniamo e che rappresenterebbe una valida risposta, è stato lasciato dal governo su un binario morto perché l’esecutivo non ha mai stanziato fondi.

Aggiungiamo un’altra criticità rispetto alla pdl appena approvata dalla Camera: questa legge si rivolge a una platea estremamente ridotta rispetto al totale dei cittadini disabili in Italia. In particolare potranno utilizzare i nuovi istituti introdotti – trust e polizze assicurative – solo le famiglie che dispongano di risorse economiche adeguate. Insomma, le polizze potrà stipularle soltanto chi se lo può permettere. Per tutti gli altri cittadini, resta il pubblico con i suoi servizi, che il governo continua a tagliare”.

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