Lorefice: «Il Cara di Mineo va chiuso, altro che farne un hotspot!»

 

«L’accoglienza dei migranti non può essere organizzata per ragioni di puro interesse -lo dice la parlamentare del M5S, Marialucia Lorefice, prima firmataria dell’interrogazione al Ministro dell’Interno, Angelino Alfano, concernente la possibilità che il Cara di Mineo possa divenire hotspot-. Non si può decidere la creazione di un hotspot che non abbia alcun requisito per dirsi tale, ancorché gli hotspot non sono neanche pensati nell’ordinamento giuridico italiano. Premesso che la natura stessa dei centri hotspot -afferma la parlamentare- li vedrebbe creati per adempiere a funzioni identificative dei migranti appena giunti in territorio italiano, quindi, immaginabili vicino alle coste dove si verificano gli sbarchi, non certo in una posizione territorialmente internata. Gli hotspot dovrebbero essere propedeutici alle operazioni di ricollocamento che, di fatto, ad oggi, neppure funzionano. Per entrare nel merito del Cara di Mineo, a nostro parere, andrebbe chiuso e non riorganizzato in altra veste, dati i pregressi per i quali risultano indagati esponenti politici locali e membri del Governo, e dato che dalle ispezioni effettuate non risulta adatto a garantire un’accoglienza dignitosa. Già durante un Question Time -sottolinea la Lorefice- il M5S si era detto contrario all’istituzione di un hotspot presso il porto di Augusta, circondato da siti sensibili, come l’arsenale della Marina militare, una base Nato, uno degli impianti petrolchimici più grandi d’Europa. Ecco la new entry: l’hotspot potrebbe essere realizzato a Mineo. Tre filoni d’indagine in corso, l’inchiesta Mafia capitale, fenomeni di ‘caporalato’, dovrebbero bastare a chiudere definitivamente quel centro. E invece no, anzi, si fanno ancora progetti su di esso. Per questi motivi abbiamo ritenuto fondamentale depositare l’ennesima interrogazione al ministro Alfano con la quale chiediamo spiegazioni su queste scelte inaccettabili, con l’auspicio che quel centro venga definitivamente chiuso al più presto».

 

L’addetto Stampa, Valentina Maci –Odg 153453

 

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