Sicurezza territorio ibleo. Interrogazione parlamentare a prima firma Lorefice

ATTO CAMERA

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/13406

Dati di presentazione dell’atto
Legislatura: 17
Seduta di annuncio: 634 del 08/06/2016
Firmatari
Primo firmatario: LOREFICE MARIALUCIA
Gruppo: MOVIMENTO 5 STELLE
Data firma: 08/06/2016
Elenco dei co-firmatari dell’atto
Nominativo co-firmatario Gruppo Data firma
GRILLO GIULIA MOVIMENTO 5 STELLE 08/06/2016
GIORDANO SILVIA MOVIMENTO 5 STELLE 08/06/2016
DI VITA GIULIA MOVIMENTO 5 STELLE 08/06/2016
MANTERO MATTEO MOVIMENTO 5 STELLE 08/06/2016
COLONNESE VEGA MOVIMENTO 5 STELLE 08/06/2016
BARONI MASSIMO ENRICO MOVIMENTO 5 STELLE 08/06/2016
Destinatari
Ministero destinatario:
  • PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI
  • MINISTERO DELL’INTERNO
Attuale delegato a rispondere: PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI delegato in data 08/06/2016
Stato iter:

IN CORSO

Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-13406

presentato da

LOREFICE Marialucia

testo di

Mercoledì 8 giugno 2016, seduta n. 634

LOREFICE, GRILLO, SILVIA GIORDANO, DI VITA, MANTERO, COLONNESE e BARONI. — Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro dell’interno . — Per sapere – premesso che:
in provincia di Ragusa si registra da tempo il proliferare della criminalità organizzata, con la consumazione di reati soprattutto contro il patrimonio ma anche contro la persona. I giornali ogni giorno raccontano di rapine a mano armata, di furti, di violenze private, di agromafie che approfittano delle vaste aree agricole e non controllate dalle forze dell’ordine;
difatti, da tempo, le forze dell’ordine registrano un deficit nella dotazione organica tale da non consentire nemmeno l’espletamento dell’attività ordinaria, con la conseguenza che si attinge con una certa regolarità al personale addetto ad altre mansioni pur di assicurare i normali servizi di controllo del territorio e di ordine pubblico;
le assegnazioni di nuove unità sono irrisorie rispetto ai trasferimenti, ai pensionamenti e alle crescenti esigenze derivanti dall’apertura dell’aeroporto «Pio La Torre» di Comiso, dalla continua operatività del centro di primo soccorso e accoglienza di Pozzallo, dall’apertura di nuovi centri di accoglienza straordinaria e di centri legati allo S.P.R.A.R.;
tale situazione è già stata sottoposta all’attenzione del Ministro dell’interno attraverso le interrogazioni n. 4-01653 e n. 4-06386, nonché attraverso vari interventi in aula. All’interrogazione n. 4-01653 il vice ministro Bubbico ha risposto dichiarando, tra l’altro, che «Le complessive crescenti esigenze di servizio sono state, comunque, sempre affrontate mediante l’ottimizzazione dell’impiego del personale a disposizione, nonché attraverso la razionalizzazione delle attività di controllo del territorio. Si ricorda inoltre che, il dispositivo delle forze di polizia preposto al controllo del territorio della provincia può contare su 372 unità della Polizia di Stato supportati da 19 appartenenti ai ruoli tecnici, 378 militari dell’Arma dei Carabinieri e 224 della Guardia di Finanza»;
da tali informazioni si evince che circa 1000 unità, da suddividere presumibilmente in base alle funzioni e ai turni di lavoro, devono presidiare e controllare 1614 chilometri quadrati di territorio e garantire la sicurezza di oltre 300.000 persone, distribuite in 12 comuni e relative frazioni, collegati da una rete di circa 1400 chilometri di arterie extraurbane, con la conseguenza riscontrata che i centri minori rimangono spesso sprovvisti di personale che possa intervenire in caso di chiamata;
l’insufficienza del presidio territoriale è confermata dall’incremento esponenziale di furti e rapine che non di rado sfociano in reati contro la persona. Le frazioni e le campagne sono costantemente setacciate da ladri; le effrazioni nei centri abitati sono in continuo aumento, anche in ore diurne e in presenza di inquilini; criminali in trasferta portano a termine su commissione furti sempre più consistenti; le rapine a banche, farmacie, esercizi commerciali, ma anche a semplici cittadini, crescono nel numero e nell’efferatezza. I clan mafiosi sono tornati a permeare l’economia e le istituzioni iblee, come evidenziato nella relazione 2012-2013 della direzione nazionale antimafia, e come dimostrano i continui atti intimidatori ad artigiani ed esercizi commerciali;
la prima firmataria del presente atto ha altresì chiesto l’intervento dello Stato, tramite il Ministro dell’interno, in quanto nonostante l’eccellente lavoro espletato giornalmente dalle forze dell’ordine non è garantita appieno la sicurezza nel territorio, forse anche a causa della naturale vastità del territorio urbano ed extra urbano che non permette serrati controlli ovunque;
il Ministro interrogato ha risposto alla lettera inviata rassicurando che «l’intera provincia è costantemente monitorata dalle competenti articolazioni di questo Dicastero e che in occasione di future assegnazioni di personale saranno tenute in evidenza le esigenze di detto territorio»;
nonostante il Ministro interrogato abbia rassicurato che si è registrata una diminuzione dei reati commessi nella provincia di Ragusa, questi continuano a verificarsi con cadenza quasi giornaliera e la sfiducia della popolazione nelle istituzioni è sfociata a volte in allarmanti iniziative autonome di presidio e controllo territoriale –:
quali iniziative il Governo stia adottando a supporto del lavoro delle forze dell’ordine al fine di una più efficace e permeante azione di contrasto della dilagante criminalità nella provincia di Ragusa;
se il Governo stia valutando la possibilità di intervenire tempestivamente attraverso un rafforzamento del dispiegamento di forze dell’ordine nella provincia di Ragusa, anche in considerazione dell’alto livello di tensione presente nella popolazione locale. (4-13406)

 

 

 

 

http://aic.camera.it/aic/scheda.html?numero=4/13406&ramo=CAMERA&leg=17

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