Il Parlamento comincia a discutere la proposta per l’introduzione del Biotestamento

La Commissione Affari sociali, il 4 febbraio, ha iniziato l’esame delle proposte di legge recanti «Norme in materia di consenso informato e di dichiarazioni di volontà anticipate nei trattamenti sanitari», altrimenti dette Dat o Biotestamento. Tra queste quelle a prima firma Matteo Mantero e Silvia Giordano.

Il tema è senza dubbio delicato soprattutto perché la questione del “fine vita” e il tema delle disposizioni anticipate di trattamento sono spesso associate al tema divisivo dell’eutanasia, ma le due cose sono naturalmente diverse. DAT o “Disposizione anticipata di trattamento” è un documento redatto da un soggetto, maggiorenne e capace di intendere e volere, contente le sue volontà circa i trattamenti sanitari a cui essere o meno sottoposto nelle ipotesi in cui egli perda la capacità di autodeterminarsi e quindi di intendere e di volere.

Per quanto riguarda il concetto di “Eutanasia”, con questa s’intende l’intervento medico che su richiesta di un paziente maggiorenne, capace di intendere e di volere e affetto da una malattia o patologia irreversibile, somministra un farmaco che ne causa la morte.

In Parlamento si sta discutendo ESCLUSIVAMENTE di Dat, cioè delle problematiche in materia di consenso informato e di disposizioni di volontà anticipate dei trattamenti terapeutici.

In particolare il provvedimento disciplina il consenso informato e la relazione esistente tra il medico e il paziente, nell’obiettivo di realizzare una relazione serena per entrambi e valorizzando anche la relazione di cura nel rispetto delle scelte terapeutiche di ciascun individuo, come tutelate sia dalla nostra Costituzione e sia Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea. Pertanto si disciplina e garantisce il diritto di ciascuno ad essere informato esaustivamente sia direttamente sia tramite altre persone da lui indicate e il susseguente diritto di esprimere la propria volontà sui trattamenti sanitari attuali e futuri ed il rispetto di tale volontà. A riguardo il provvedimento ha disciplinato anche il consenso informato concernente i minori, gli interdetti e gli inabili. Dopo il consenso informato, secondo una prospettiva logica e consequenziale, il provvedimento disciplina quindi le disposizioni anticipate di trattamento (DAT) alle quali il medico è tenuto ad attenersi senza incorrere in responsabilità civili e penali.

La disposizione disciplina inoltre la pianificazione delle cure che, tenendo conto dell’evolversi e delle conseguenze di una patologia cronica, invalidante o caratterizzata da una inarrestabile evoluzione con prognosi infausta, consente al paziente di progettare e condividere il percorso di cura che avrà valore anche quando il paziente venga a trovarsi nelle condizioni di non poter più esprimere la propria volontà. Una disposizione transitoria infine consente di salvaguardare le disposizioni anticipate di trattamento rese in periodi antecedenti all’entrata in vigore del presente provvedimento.

Approvare la proposta di legge che si sta discutendo in questi giorni alla Camera rappresenterebbe un passo avanti di civiltà e concreta attuazione dell’articolo 32 della nostra Costituzione ove è scritto che “nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge”.

Si ricorda che gli iscritti al Movimento 5 stelle, a seguito di sondaggio sulla piattaforma Rousseau, si sono espressi favorevolmente ai quesiti sul testamento biologico ed eutanasia. In riferimento al cd. “testamento biologico” hanno votato 20.315 iscritti certificati, di cui 19.381 a favore e 934 contrari, mentre per l’eutanasia hanno partecipato 20.086 iscritti certificati, di cui 18.204 a favore e 1882 contrari.

Lunedì 13 Marzo si è svolta la discussione generale. Ecco gli interventi dei colleghi Matteo Mantero e Silvia Giordano:

 

 

Giovedì 16 Marzo si sono svolte le questioni pregiudiziali e le questioni sospensive sul Biotestamento richieste da gruppi d’opposizione che stanno tentando di di bloccare l’iter di questa proposta di legge.

Questo l’intervento di Silvia Giordano sulla questione pregiudiziale:

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