MISURE DI PROTEZIONE DEI MINORI STRANIERI NON ACCOMPAGNATI Approvata la proposta di legge

Oggi è stata approvata definitivamente la proposta di legge “MISURE DI PROTEZIONE DEI MINORI STRANIERI NON ACCOMPAGNATI”. Il lavoro svolto in Commissione è stato intenso ed approfondito. Le osservazioni del M5S sul testo iniziale sono state tradotte in emendamenti, condivise dagli altri Gruppi ed approvate, confluendo nel testo approvato in aula.

 

1) La situazione dei minori stranieri non accompagnati

Già nel 2009, la Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza, dopo una approfondita indagine conoscitiva, aveva approvato una risoluzione con l’invito al Governo e al Parlamento a procedere sia con un piano d’azione dotato dei fondi necessari sia con un adeguamento legislativo utile a attualizzare le norme e omogeneizzare gli interventi su scala nazionale.

Anche il Parlamento europeo, più di recente, è intervenuto con la risoluzione del 12 settembre 2013 per chiedere ai Paesi membri e alla Commissione europea un rafforzamento delle tutele garantite ai minori stranieri non accompagnati.

Secondo le statistiche ufficiali, arrivano in Italia circa 7000 minori stranieri migranti senza famiglia e senza adulti di riferimento. Ma il numero è sottostimato dal momento che si considerano esclusivamente i minori identificati.

2) Normativa vigente

Attualmente, la materia è regolata da diversi e sparsi provvedimenti – testo unico immigrazione, DPCM del 1999 per il Regolamento del Comitato per i minori stranieri, dlgs n. 25/2008 per i minori con protezione internazionale, direttiva del ministero dell’Interno.

 

3) La proposta di legge in esame

Obiettivo ed iter

Obiettivo della pdl: giungere ad un a disciplina organica – diritti, doveri, sicurezza – riordinare e ripartire le competenze, le funzioni e le risorse tra Stato, Regioni, Comuni e Associazioni, in modo da avere una visione ed una gestione unitarie complessive della questione su tutto il territorio nazionale. L’esigenza di intervento a modifica della normativa vigente nasce anche a causa della sua farraginosità e di alcuni aspetti lacunosi.

Sono state svolte audizioni e i lavori sono stati “accompagnati” anche dal “tavolo” composto dall’Interno, dalle Regioni e dai Comuni. Ulteriore obiettivo, sbloccare le risorse necessarie: da lungo tempo era in atto un braccio di ferro, in particolare tra Governo e Comuni, per la gestione di questi minori, in carico ai Comuni, sotto tutti i punti di vista, compresa la loro istruzione, fino alla maggiore età.

La proposta di legge originaria è stata depositata con le firme di deputate e deputati di diversi gruppi, di maggioranza ed opposizione, successivamente modificata, nel corso della discussione in Commissione, con lo stesso spirito, trasversale e costruttivo, a fronte dell’argomento, delicato e urgente, che inerisce all’accoglienza dei minori stranieri che giungono nel nostro Paese, cosiddetti “non accompagnati”, che significa completamente soli, fuggiti da miserie, quando non da violenze e persecuzioni.

 

Punti salienti

– amplia e rende unitaria la nozione di “minore straniero non accompagnato”, facendovi rientrare anche il minore non accompagnato richiedente asilo, finora escluso dalla definizione normativa;

– conferma il divieto di respingimento alla frontiera per i minori ed ammette la possibilità di rinviare il minore nel Paese di provenienza non solo per ragioni di ordine pubblico e sicurezza, ma anche qualora sia accertato il superiore interesse del minore al riaffidamento ai genitori;

 

– introduce nuove disposizioni sulle modalità di contatto e di informazione nei riguardi dei

minori ai valichi di frontiera, nonché sul diritto ad un “servizio di prima accoglienza” e

all’accompagnamento in una “struttura di prima accoglienza”, che dovranno possedere

requisiti specifici da determinare con apposito decreto ministeriale;

 

– rende omogenee le procedure di segnalazione e introduce una procedura unica di

identificazione e accertamento dell’età del minore straniero non accompagnato;

 

– istituisce il Sistema nazionale di accoglienza per i minori stranieri non accompagnati,

responsabile dell’intera gestione della fase di accoglienza, in modo di sostenere

l’attività svolta dai servizi sociali dei comuni, nonché il Sistema informativo nazionale

dei minori non accompagnati, che raccolga le informazioni relative ai minori a supporto

delle decisioni in materia di accoglienza;

 

– istituisce una sezione dedicata ai minori all’interno delle Commissione territoriali già esistenti (e recentemente incrementate nel numero);

 

– integra la disciplina vigente che prevede l’apertura della tutela ad opera dell’autorità

giudiziaria con disposizioni tese a promuovere l’istituto dell’affidamento familiare e a

rafforzare lo svolgimento delle indagini familiari;

 

– detta alcune disposizioni di maggior tutela in favore dei minori non accompagnati che

presentano particolari cause di vulnerabilità;

 

– prevede la costituzione di un Tavolo tecnico di coordinamento presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali con finalità di indirizzo delle politiche di protezione dei minori stranieri non accompagnati (al Tavolo partecipano rappresentanti del Ministero del lavoro, del Ministero dell’interno, del Ministero della giustizia, della Conferenza delle regioni e delle province autonome,dell’Associazione nazionale dei comuni italiani, dell’Unione delle province d’Italia e dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, nonché da rappresentanti delle comunità di accoglienza per minori e delle organizzazioni di tutela e di promozione dei diritti dei minori.

 

– il nostro Paese deve promuovere ed intensificare la cooperazione europea ed internazionale, in particolare attraverso lo strumento degli accordi bilaterali e il finanziamento di programmi di cooperazione allo sviluppo nei Paesi di origine, al fine di armonizzare la regolamentazione giuridica, internazionale e nazionale, del sistema di protezione dei minori stranieri non accompagnati.

 

La POSIZIONE del M5S è stata FAVOREVOLE, l’esiguità delle risorse era la nostra unica riserva rispetto al provvedimento, che è frutto di un lavoro intenso e condiviso.

 

 

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