Reddito di cittadinanza, cos’è e come funziona

È una misura di sostegno al reddito proattiva (non assistenziale) che ha la finalità di garantire alle persone che vivono sotto la soglia di povertà un reddito minimo che consenta di vivere una vita dignitosa e di ricollocarsi nel mondo del lavoro. È condizionato ad una serie di obblighi relativi alla formazione, alla riqualificazione e al reinserimento nel mondo del lavoro e nel contesto sociale. Se questi impegni non vengono rispettati si perde per sempre il diritto al beneficio.

I beneficiari del reddito sono 2 milioni 789 mila famiglie (circa 9 milioni di persone). Il costo complessivo per il primo anno secondo quanto quantificato dall’ISTAT è di 17 miliardi di euro (15 miliardi per il reddito e 2 miliardi per la riforma dei centri per l’impiego).

Facciamo incontrare davvero domanda e offerta di lavoro e garantiamo formazione continua a chi perde l’occupazione.

Le coperture economiche sono già state individuate dal MoVimento 5 Stelle e a sono state più volte dichiarate ammissibili dalla Commissione Bilancio di Camera e Senato. Il modello proposto dal MoVimento 5 Stelle nasce dall’osservazione e dal confronto con quanto è stato messo in atto dai principali paesi europei, dove il personale dei Centri per l’impiego si occupa di guidare il cittadino disoccupato durante tutto il processo di formazione e di riqualificazione fino al reinserimento lavorativo.

Abbiamo previsto anche la creazione di un Osservatorio del Mercato del Lavoro che colleghi l’offerta formativa alle esigenze dei settori produttivi e di investimento del Paese.

Va fatto presente che parallelamente all’introduzione del reddito di cittadinanza bisogna investire importanti risorse economiche in settori produttivi strategici ad alto moltiplicatore occupazionale al fine di far crescere l’occupazione. Per quanto riguarda il beneficiario, oltre ad offrire un piccolo contributo di 8 ore alla settimana in favore della collettività, dovrà anche rispettare degli obblighi ben precisi come rendersi subito disponibile a lavorare, iscrivendosi presso il Centro per l’impiego territorialmente competente e come quello di intraprendere i percorsi di accompagnamento che gli saranno proposti dal personale qualificato dei Centri per l’impiego per poter procedere all’inserimento lavorativo, svolgendo inoltre una ricerca attiva del lavoro tracciabile non inferiore a 2 ore al giorno. Se il beneficiario rifiuta più di 3 proposte di lavoro, perde per sempre il diritto al beneficio.

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