Decreto Tribunale di Bari, oggi in Aula

Per circa un mese, dopo la chiusura del palazzo di giustizia nel maggio scorso, le udienze di rinvio a Bari sono state celebrate in una tendopoli, che ha permesso di lavorare al rinvio dei processi, ma in condizioni inaccettabili.

Dell’emergenza, sin dal primo momento, si è interessato il ministro Bonafede, che con un decreto legge ha disposto la sospensione dei termini processuali fino al 30 settembre 2018.

Tutti i provvedimenti urgenti – i processi con detenuti, quelli per mafia e terrorismo, la convalida degli arresti – saranno comunque portati avanti.

L’obiettivo, raggiunto il 1 luglio, era quello di arrivare allo sgombero delle tende e di garantire che la giustizia tornasse a essere amministrata degnamente. Abbiamo centrato l’obiettivo senza bisogno di commissari. Il ministro se ne è occupato immediatamente in prima persona, poche ore dopo la sua nomina. Questo è un aspetto importante perché, come il ministro ha sottolineato, non è più accettabile che in Italia, a fronte di un’emergenza, si pensi che è necessario un commissario che possa derogare alle regole. Stiamo dimostrando che anche seguendo le regole, le soluzioni si trovano. Trovare un immobile che potesse ospitare i lavori del tribunale era importante, ora siamo al lavoro per fare in modo che tutte le procedure di trasferimento nel nuovo immobile avvengano il più rapidamente possibile.

Secondo il PD, Bonafede, attraverso una ricerca di mercato, avrebbe scelto come nuova sede del tribunale un palazzo di proprietà di una persona legata alla criminalità organizzata.

Ebbene, è doveroso specificare, al PD innanzitutto, che la procedura di individuazione e assegnazione dell’immobile destinato agli uffici giudiziari baresi è una procedura ad evidenza pubblica con moltissimi requisiti, eseguita nel rispetto delle regole e pienamente trasparente. Sono stati svolti tutti i controlli previsti dalla legge e la commissione ha aggiudicato a chi ha ottenuto il miglior punteggio.

Va sottolineato che, in seguito a quanto appreso da fonti di stampa, il Ministro Bonafede ha chiesto un ulteriore approfondimento, non dovuto, sulla società aggiudicatrice e che il decreto legge in discussione alla Camera non riguarda l’assegnazione dell’immobile ma la sospensione dei termini per permettere lo smantellamento delle tende.

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