Vaccini. Grillo: “Ad oggi sanzioni per soli 170 euro”. Il ministro torna in Parlamento e chiude la sua audizione rispondendo alle domande delle Commissioni sanità. Doccia fredda sui fondi sanitari: “Aumenteranno, ma non si può fare tutto nella prima legge di Bilancio”

2 agosto – Il ministro della Salute torna in Parlamento per chiudere la sua audizione programmatica avviata lo scorso 25 luglio davanti alle Commissioni sanità di Camera e Senato. In questa seduta Grillo ha risposto ai numerosi quesiti posti nella precedente audizione. Dai fondi sanitari ai ticket. Moltissimi i temi trattati. Confermata la richiesta che avevamo anticipato ieri di mandare l’esercito a presidio di ospedali e strutture sanitarie quale misura di contrasto al fenomeno crescente delle aggressioni ai sanitari

Aumenteranno i Fondi per la sanità e saranno coperti anche i 600 milioni necessari a sbloccare l’avvio dei nuovi Livelli essenziali di assistenza. Ma ci vorrà tempo e non potrà esser fatto tutto già con la prima legge di Bilancio. Nel primo anno della legge Lorenzin sui vaccini di fatto non sono state sanzionate le famiglie, e, a breve verrà presentato un nuovo Disegno di legge su questo tema in Parlamento, ma per l’avvio della Anagrafe nazionale vaccini si dovrà attendere almeno un anno. La politica antidroga passerà al Ministero della Famiglia. Confermata la richiesta dell’Esercito nei presidi sanitari e ospedalieri come deterrente contro il fenomeno delle aggressioni agli operatori sanitari. E sulla formazione post laurea è stato annunciato uno schema con un nuovo corso formazione-lavoro subito dopo l’abilitazione, su modello europeo.

Questi i moltissimi punti affrontati dalla ministra della Salute, Giulia Grillo, durante la sua seconda audizione presso le Commissioni riunite Affari Sociali e Sanità di Camera e Senato durante la quale ha avuto modo di rispondere ai numerosi quesiti posti nella prima audizione del 25 luglio scorso.

Finanziamento Ssn. “Confermo l’intenzione da parte di questo Governo di voler aumentare i Fondi per il Servizio sanitario nazionale e copriremo anche quelle risorse – circa 600 milioni – mancanti per l’effettivo avvio dei nuovi Livelli essenziali di assistenza. Sappiamo tutti, però, che sono molti gli impegni programmati dall’Esecutivo che richiedono un notevole sforzo economico. Mi fa ridere chi dice che aspetta la prossima legge di Bilancio come banco di prova. È evidente che non potremo fare tutto nella prima finanziaria, non lo abbiamo mai detto e saremmo stati degli stolti a farlo”.

Vaccini. “I dati del 2017 ci permettono di confermare un miglioramento nelle coperture vaccinali. È nostra intenzione quella di avere un’anagrafe nazionale vaccinale il prima possibile. In tal senso il Garante della privacy ci ha già dato parere positivo al decreto ministeriale che gli abbiamo trasmesso nel mese di giugno. La fase successiva è l’approvazione da parte della Conferenza Stato Regioni e, credo, anche lì riusciremo ad essere veloci nei tempi. I primi di settembre dovremo avere pronto il decreto ministeriale. Questo non vuol dire che già da settembre sarà pronto l’anagrafe nazionale vaccinale. Ci sarà poi tutto un lavoro con le Regioni per verificare che venga portata a compimento. Abbiamo anche trovato delle risorse che metteremo a loro disposizione. Realisticamente spero nel giro di almeno un anno di arrivare a buon punto. La circolare sull’autocertificazione non avrà ripercussioni. Lo strumento era già previsto dalla legge Lorenzin e non ha prodotto cali delle coperture. Quanto alle sanzioni, praticamente non sono state riscosse, ad oggi soli 170 euro nel capitolo del Ministero della Salute”.

Nomina DG Aifa. “Conclusi i termini del bando pubblico per la selezione del nuovo Direttore Generale dell’Aifa. In questa prima fase abbiamo preferito non rendere noti i nomi per evitare possibili interferenze. In ogni caso verranno comunicati prossimamente”.

Politiche antidroga. “Le competenze delle Politiche antidroga passeranno al Ministero della Famiglia. In ogni caso ho già chiesto un maggiore coinvolgimento del mio Ministero visto che alcuni temi sono stati trascurati in questi anni”.

Farmacie e Parafarmacie. “Sul tema delle Farmacie e Parafarmacie in questi anni si sono registrati diversi interventi che si sono limitati solo ad alcuni ‘ritocchi’. Eviteremo di farne altri e cercheremo di affrontare questo tema in maniera sistematica in Parlamento. Da questo punto di vista sarà dunque importante riuscire a trovare un equilibrio tra le diverse istanze”.

Commissariamento Calabria. “Richiesta priva di fondamento. Ad oggi non esistono i presupposti economici né giuridici per pensare ad un superamento del commissariamento in Calabria”.

Cannabis terapeutica e cannabis light. “Cannabis terapeutica e cannabis light sono argomenti tra loro totalmente differenti, non vanno confusi. Nel 2014 è stato intrapreso protocollo condiviso tra Ministero della Salute e Ministero della Difesa per la produzione di cannabis terapeutica presso Istituto chimico farmaceutico militare di Firenze di cui riconosciamo l’utilità. Al momento non c’è molto personale operante presso quella struttura, sono circa 80 tra personale civile e militare e non si riesce così ad avere la possibilità di grandi produzioni di cannabis così come di farmaci orfani. In questo senso vorremo aiutarli a migliorare. Nel mentre per far fronte alle possibili carenze sono stati richiesti maggiori approvigionamenti all’Olanda. Il discorso sulla cannabis light è invece diverso. Innanzitutto va chiarito che non esiste la cannabis terapeutica light. Quanto ai negozi che vengono questi prodotti, questo è un problema complesso che dovremo affrontare insieme ad altri Ministeri come quello dello Sviluppo economico”.

Formazione post laurea. “Sulla formazione post laurea non possiamo pensare di portare a termine nell’immediato quanto non si è riuscito a fare negli ultimi 20 anni. Partiamo da un presupposto: in Italia siamo gli unici ad avere un percorso formativo diverso dal resto d’Europa. Si è creato così quel paradosso che ci ha portati ad avere un numero di laureati più alto rispetto all’effettiva disponibilità di posti per specialità. Ci ritroviamo così con laureati abilitati che, di fatto, non possono lavorare negli ospedali. Io ho già in mente uno schema che, sostanzialmente, riprende il percorso europeo. Dare la possibilità di entrare in un corso formazione-lavoro subito dopo laurea e l’abilitazione senza bloccare queste persone in una ‘cesoia’ all’ingresso. Ci sarà una fase di transizione che stiamo discutendo anche con le Regioni. Faremo questa riforma ma, prima di piena entrata a pieno regime, penso che ci vorranno almeno 2-3 anni”.

Numero unico emergenza 112. “Sappiamo che questo del numero unico di emergenza è un tema molto sentito dai cittadini. Si tratta del recepimento di una direttiva europea. Insieme al Ministero dell’Interno stiamo effettuando un’analisi dell’attività svolta in quei territori dove il servizio è già attivo. Eventuali interventi verranno valutati quindi sulla base dei dati raccolti”.

Criteri riparto Fsn. “Quello dei criteri di riparto del Fondo sanitario nazionale è un problema atavico. L’ultimo riparto è stato approvato in questi giorni sulla base dei criteri usati da sempre. Crediamo ci sia la possibilità di intervenire. Anche questa non è una cosa che si potrà fare in pochi giorni. L’aspettativa di vita è sicuramente un indicatore che potrà essere utilizzato, così come gli indici su mortalità e morbilità per alcune patologie come quelle oncologiche. E’ nostra intenzione lavorarci magari insieme al Parlamento”.

Esercito negli ospedali. “Ho fatto una richiesta al Ministero dell’Interno e della Difesa sulla possibilità di rimodulare l’operazione Strade Sicure, spero venga accolta. Non è mia intenzione quella di militarizzare gli ospedali, ma i sanitari hanno quasi paura di andare a lavorare, specie in Pronto Soccorso e in certi territori. Poi ci vogliono sicuramente misure più strutturali per migliorare situazione dei nostri Pronto Soccorso. Ci sono Regioni, come il Piemonte, con addirittura l’84% degli accessi tra codici bianchi e verdi”.

Flat tax e sanità. “Possibile ciclo di audizioni per affrontare il tema della riforma fiscale in rapporto all’erogazione dei Livelli essenziali di assistenza. Non è previsto nessun intervento fiscale che metta in dubbio l’attuale sistema di finanziamento del Servizio sanitario nazionale. Come Ministero della Salute non abbiamo intenzione di modificare questo né ovviamente di ostacolare l’erogazione di quei Lea che, in ogni caso, già oggi troppo spesso esistono solo sulla carta in diverse realtà territoriali”.

Superticket. “Non è vero che è stato abolito il superticket, c’è stato solo intervento piccolissimo nell’ultima legge di Bilancio. Cercherò di seguire prossimamente alcuni criteri che puntino a favorire quelle fasce di popolazione che registrano crescenti difficoltà di accesso ai servizi per problemi di natura economica”.

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Fonte:

Giovanni Rodriquez su

http://www.quotidianosanita.it/m/governo-e-parlamento/articolo.php?articolo_id=64630

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