Imposte zero per chi autoproduce energia: il nostro sogno è realtà

di Dario Tamburrano, Efdd – Movimento 5 Stelle Europa

Zero imposte e tariffe per chi autoproduce energia in casa o in giardino. Con l’ok finale del Consiglio al ‘Pacchetto energia pulita per tutti gli europei’ il sogno del Movimento 5 Stelle è diventato realtà. 

Il principio generale definito dalla direttiva prevede che non possano essere richiesti oneri o tariffe a coloro che autoproducono e autoconsumano sul luogo di produzione l’energia autoprodotta (ovvero non usano la rete). Inoltre è riconosciuto il diritto di unirsi per formare le comunità dell’energia per scambiare energia tra i propri membri. È una rivoluzione perché getta le basi per l’indipendenza energetica europea e della democratizzazione del sistema energetico. 

Tuttavia ci sono delle deroghe al principio generale 

1) Se gli autoconsumatori godono di regimi di sostegno (ovvero se sono remunerati per la loro produzione con incentivi) a condizione che gli oneri richiesti non annullino i vantaggi dei regimi di sostegno
2) Se la potenza installata supera i 30 kw 
3) Dal 2026 solo quando la potenza installata in autoconsumo supera l’8% di quella totale nello stato membro e un’analisi costi benefici (aperta e trasparente) condotta dall’autorità competente dello stato membro dimostra o che la sostenibilità finanziaria del sistema elettrico è messa a rischio oppure che in assenza di oneri esiste un incentivo che eccede quanto sia necessario per una diffusione delle rinnovabili efficiente sotto un punto di vista dei costi e in entrambi i casi non sia possibile trovare altre soluzioni ragionevoli che evitino di imporre degli oneri.

Ad ogni modo, qualora una di queste condizioni sia presente e vengano introdotti oneri e tariffe, queste non potranno essere né discriminatorie né tantomeno sproporzionate. Lo Stato Membro non potrà quindi introdurre a piacimento oneri e tariffe che disincentivino l’autoconsumo di energia da fonti rinnovabili solo perché ad esempio c’è un governo che preferisce le fossili alle rinnovabili o che vede una minaccia per i grandi produttori di energia dovuta all’indipendenza energetica dei cittadini (come è successo in passato in Spagna ad esempio con la cosiddetta “suntax”).

Grazie ai diritti riconosciuti dalla direttiva rinnovabili, entro il 2030 i cittadini europei potrebbero soddisfare da soli il 19% della domanda di elettricità dell’UE, e il 45% entro il 2050. Entro fine anno ci sarà la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale Ue e poi il il contributo dato dal Movimento 5 Stelle al Parlamento europeo verrà riconosciuto con i fatti. Questo sì che è un vero cambiamento”

Fonte:http://www.efdd-m5seuropa.com/2018/12/imposte-zero-per-chi.html

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