Pisani – Lorefice: “Serve chiarezza sulla morte di Vito D’Amanti. Indispensabile l’ambulanza ad Acate”

Il Segretario dell’Ufficio di Presidenza, Sen. Pino Pisani e la parlamentare Marialucia Lorefice, presidente della Commissione Affari Sociali, porgono le più sentite condoglianze alla famiglia di Vito D’Amanti il 48enne di Acate deceduto presso la Guardia Medica di Acate pare per un infarto.

“Bisogna che si intervenga definitivamente contro le carenze strutturali del sistema sanitario ibleo” così i parlamentari nazionali Marialucia Lorefice e Pino Pisani.

Apprendiamo che l’ass. Regionale alla Sanità Razza ha avviato i controlli per capire se i protocolli sono stati seguiti correttamente nel soccorso a Vito D’Amanti. Purtroppo però non possiamo non constatare che i devastanti tagli al comparto sanitario hanno prodotto immensi danni al sistema sanitario, e a quello dell’emergenza-urgenza. Non solo ad Acate, ma in tutta la Sicilia.

La morte di D’Amanti è una tragedia che ha colpito tutta la comunità acatese a cui ci stringiamo come rappresentanti delle istituzioni.

Il sen. Pino Pisani e l’on. Marialucia Lorefice venerdì 3 maggio incontreranno il direttore generale dell’Asp 7 Angelo Aliquò per far luce su quanto successo presso la Guardia Medica di Acate la sera della morte di Vito D’Amanti e “sull’assenza -sottolineano-dell’ambulanza del 118 sul posto perché guasta.

Un problema che si è ripetuto spesso e che avevamo già segnalato al dott. Aliquò in un precedente incontro. Le carenze del 118 -aggiungono- sono note da tempo. Sul caso il M5S regionale aveva già presentato diversi emendamenti ed interrogazioni a partire dal 2014, nel frattempo poco o nulla è stato fatto.

E’ necessario colmare immediatamente le carenze del 118 di Acate e restituire ai cittadini la tranquillità di avere in città un sistema di prima assistenza perfettamente funzionante”.

I parlamentari ringraziano il personale sanitario tutto per l’enorme lavoro che fa ogni giorno per salvare e assistere i cittadini iblei, nonostante la cronica carenza di mezzi e di fondi che rendono le già difficili mansioni, ancora più gravose per il personale sanitario.

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