Taglia poltrone in Parlamento, Lorefice e Pisani (M5S): “Svolta di portata storica. La centralità del Parlamento resta una garanzia, per i cittadini anche un notevole risparmio”

Con il voto della Camera di ieri, si conclude l’iter parlamentare per il taglio dei parlamentari, una riforma tanto evocata in decine di campagne elettorali, ma mai portata a compimento.

Grazie al lavoro del M5S, si è finalmente arrivati a questo traguardo, che secondo i parlamentari Marialucia Lorefice e Pino Pisani “rappresenta un momento storico di particolare importanza per il nostro Paese”.

Il taglio delle poltrone prevede che già dalla prossima legislatura, il numero degli eletti calerà da 630 a 400 per i deputati della Camera e da 315 a 200 per i Senatori.

Secondo Lorefice e Pisani “non si tratta solo di risparmi, oltre un miliardo di euro che andranno alle spese sociali, ma anche di ricucire un divario ormai insanabile tra la classe politica e i cittadini”.

Il M5S dimostra ancora una volta di essere una forza affidabile e vicina ai cittadini, che fa ciò che promette.

Infatti, in campagna elettorale il tema del taglio dei costi della casta politica è stato il cavallo di battaglia, assieme al reddito di cittadinanza, del M5S. L’approvazione di entrambi i rami del parlamento alla riforma epocale, è dimostrazione di quanto sia importante l’impegno dei cittadini in politica.

Adesso è importante armonizzare la legge elettorale ai nuovi numeri, ridisegnando i collegi elettorali.

Secondo Pino Pisani, segretario d’aula del Senato, “è fondamentale al contempo stabilire regole chiare per dare al paese maggioranze stabili, evitando così di essere preda di fragili alleanze tra forze politiche”.

“Dopo 40 anni -sottolinea la Presidente della Commissione Affari Sociali, Marialucia Lorefice- finalmente siamo riusciti a far votare in Parlamento la proposta di tagliare il numero dei parlamentari. Non era solo un punto nevralgico del nostro programma quanto essenziale per il nostro Paese. Era inammissibile che su 60 milioni di abitanti avessimo 1000 parlamentari. Non significa sminuire le istituzioni ma centralizzarle con un notevole risparmio per le casse dello Stato. La rappresentanza politica dei cittadini non diminuirà, anzi, i riferimenti saranno più diretti mantenendo la centralità del Parlamento”.

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