Impianto di biogas, Pisani-Lorefice M5S: “Preservare c.da Zimmardo Bellamagna”

“L’impianto per la produzione di biometano da realizzare in contrada Zimmardo Bellamagna rischia di compromettere l’equilibrio naturale della zona, della qualità delle acque e della vocazione turistica dell’area”, così il Segretario d’Aula del Senato Pino Pisani e la Presidente della Commissione Affari Sociali Marialucia Lorefice.
       “Si tratta –sottolineano Pisani e Lorefice- di un’area di particolare interesse naturalistico, una delle poche risparmiate dalla cementificazione selvaggia degli ultimi 40 anni. Preservarla è un obbligo morale, prima ancora che di legge. Tra l’altro essendo presenti aree industriali sul territorio modicano semivuote, che potrebbero ospitare l’impianto in questione, con infrastrutture funzionanti capaci di limitare l’impatto ambientale, non è comprensibile la scelta di compromettere l’area di c.da Zimmardo Bellamagna dove insistono, tra l’altro, 87 tombe risalenti al 1300 a.C., con un valore unico per la collettività, anche in considerazione delle peculiarità costruttive di tali opere e del loro valore archeologico. La scelta di ubicare l’impianto nella zona, al confine tra il comune di Modica e di Pozzallo, ha poi destato particolare preoccupazione tra gli abitanti dell’area e le molte attività alberghiere, nonché nell’amministrazione comunale pozzallese. 
        Seppur i bio digestori siano da considerarsi impianti green hanno, comunque, un impatto importante in relazione alle dimensioni e al ciclo di trattamento delle acque impiegate nei processi di produzione di bio gas. Questo provoca, inevitabilmente, cattivi odori e aumenta il rischio di inquinamento delle falde acquifere. Spetta dunque alle amministrazioni locali agire con particolare cautela attuando una preliminare concertazione con il territorio. 
        Importanti le iniziative dei Comuni di Pozzallo e Modica di indire il Consiglio Comunale aperto sul tema.  Ci auguriamo –concludono i parlamentari del M5S- che si intraprenda la strada del dialogo e della concertazione salvaguardando i legittimi interessi delle aziende coinvolte, i cittadini e le strutture alberghiero-ricettive che sussistono nella zona al momento identificata”.

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